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Il Salone della Giustizia

La pandemia da Coronavirus ha generato una inaspettata quanto spaventosa crisi mondiale. Il nostro Paese nel giro di poche settimane si è come cristallizzato in attesa che il contagio fosse adeguatamente sotto controllo. Usciti dall’emergenza avremo bisogno di proposte, risposte e soluzioni. In tal senso il Salone della Giustizia, in programma dal 29 settembre al 1 ottobre presso l’Acquario Romano a Roma, ha chiamato alti rappresentanti delle istituzioni e della politica, della magistratura e dell’avvocatura, insieme a opinion leaders a dibattere e approfondire temi quali il ruolo delle tecnologie in una auspicata riforma della Giustizia , lo sport al tempo del Coronavirus, gli attacchi cyber alle strutture pubbliche e private durante la crisi, l’avvento della tecnologia 5G approfondendo in particolare gli eventuali problemi in chiave di sicurezza nazionale. Gli argomenti al centro della giornata conclusiva dell’11° edizione del Salone della Giustizia saranno l’economia, la sostenibilità, il bilancio sociale e il lavoro 4.0. L’ultimo dei convegni dal titolo “L’illusione di una crescita illimitata in un mondo limitato” analizzerà a fondo il modello finanziario fino ad oggi adottato, già fortemente in discussione e colpito inesorabilmente dal COVID 19. Tutti sapevamo che questo sistema di vita ed economico non era più sostenibile e che, la crescita e lo sviluppo, non possono essere illimitati.

Quest’anno il Salone sarà caratterizzato da tre appuntamenti con l’avvocatura civile, penale e amministrativa promossi da Cassa Forense in collaborazione con AS Finanza e da una serie di faccia a faccia, a cui sono stati invitati Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio sui conti pubblici italiani e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro e Giorgio Lattanzi, presidente Emerito della Corte Costituzionale. A moderare gli incontri Massimo Martinelli, direttore Il Messaggero – Roberto Napoletano, direttore Quotidiano del Sud – Anna La Rosa, già direttore RAI servizi parlamentari – Marco Damilano, direttore de L’Espresso –  Luigi Contu, direttore ANSA – Gian Marco Chiocci, direttore Adnkronos – Francesco Giorgino, RAI TG1 – Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera – Marina Perna, Ansa economia.

Il Salone della Giustizia nasce nel giugno 2008. Il progetto prevede un innovativo e originale incontro pubblico tra magistratura, avvocatura, politica e professioni per affrontare il tema Giustizia a 360°, approfondendo anche tematiche relative all’economia, alla salute, al lavoro, alla tutela e alla sicurezza, all’ambiente, illustrando direttamente ai cittadini le istanze, le problematiche, le soluzioni ed il ruolo di un settore da sempre percepito come oscuro e di difficile comprensione. Sin dal primo momento sono stati coinvolti i vertici della magistratura, dell’avvocatura, le più alte cariche dello Stato, i ministri di riferimento (Giustizia, Interno, Difesa) ed importanti opinion leaders, oltre ad una significativa partecipazione di tutte le Forze dell’Ordine. Nelle ultime edizioni gli argomenti trattati hanno avuto respiro internazionale grazie alla presenza degli ambasciatori in rappresentanza dei principali Paesi europei e del resto del mondo.

Promuovere la ‘cultura della legalita’ è da sempre il primo obiettivo.

Il primo Salone della Giustizia si è svolto nel dicembre 2009 sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio di 16 dicasteri. Dal 2009 al 2012 il Salone è stato promosso dal presidente della Commissione giustizia del Senato. Dal 2014 sono stati costituiti un Comitato scientifico di alto profilo presieduto dall’illustre giurista prof. Guido Alpa e un Comitato esecutivo, presieduto dal giornalista Francesco Arcieri, già portavoce del Presidente della Commissione Giustizia al Senato. Nel 2017 è stato nominato come presidente del Salone Carlo Malinconico, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti, che rappresenta istituzionalmente la manifestazione. In occasione della 1° edizione l’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano definì il Salone “una nuova forma di comunicazione istituzionale”. Concetto quest’ultimo rafforzato dal Presidente Sergio Mattarella che considera l’iniziativa “…preziosa occasione di confronto, una coinvolgente forma di comunicazione”.

La partecipazione al Salone è sempre stata gratuita per il pubblico. In questi ultimi anni è stata incrementata la presenza delle nuove generazioni attraverso accordi con le principali scuole ed Università. Presenza che quest’anno, a causa del Covid, non potrà essere possibile. Gli ordini professionali presenti hanno concesso crediti formativi sempre a titolo gratuito. La realizzazione della manifestazione è possibile grazie al sostegno di importanti sponsor che condividono le finalità del Salone.